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L'intervista di Massimo Montesi, candidato sindaco a Matelica

IL PUNTO SULLE ELEZIONI: PAROLA AL CANDIDATO MONTESI

Dopo la trionfale presentazione di domenica scorsa in un cinema teatro ben gremito il candidato sindaco per il PD-centro sinistra, Massimo Montesi, ci concede un botta e risposta per andare a fondo dei progetti per la città, come hanno fatto nelle settimane precedenti Alessandro Casoni candidato sindaco per la lista civica trasversale di nuova istituzione e Igino colonnelli come portavoce dell’associazione “Futuro prossimo", “un laboratorio di idee per rinnovare la politica e un luogo di impegno civico”, che sta lavorando seriamente alla formazione di una quarta lista (cfr. L’Azione del 28 marzo).

Partiamo proprio da questo quadro… Massimo, il PD ha fatto una presentazione in grande stile dimostrando coesione e progettualità. Al tempo stesso non ha mancato di fare appello (una vera e propria raccolta di firme) all’unità della sinistra in un quadro quantomeno di dispersione rispetto alle prossime elezioni. Qual è il tuo giudizio?

Intanto, giudico fondamentale la coesione che già c’è, nel PD e nelle altre forze, politiche e sociali intorno ad un progetto di rinnovamento e nell’interesse che c’è nella città.

Quello di domenica è stato un buon inizio, un punto di partenza, dobbiamo lavorare molto, ascoltare la città, coinvolgere le parti vive di essa, portare le nostre proposte ma essere pronti anche a raccogliere le istanze che emergeranno.

Per quanto riguarda la “raccolta di firme” vorrei precisare che non è stata un’iniziativa del PD, ma spontanea da parte di alcuni elettori, rispetto ad un’ipotesi che certo se pienamente legittima, ci mancherebbe, nella sostanza rischierebbe di avvantaggiare coloro che negli anni sono stati gli avversari del centrosinistra e di più, di un modo di intendere la politica e di scelte compiute che sono le più lontane da quello che pensiamo necessario per Matelica.

Senza voler apparire presuntuoso, confido ancora che si possano trovare le ragioni di dialogo e di incontro anche con quei cittadini con i quali abbiamo condiviso anni di opposizione e di progettualità comuni e con i quali non credo ci siano distanze così grandi.

Veniamo alle proposte; in un’intervista non è possibile raccontare tutto, ma almeno i punti programmatici…

In primis affrontare l’emergenza sociale e economica, anche con misure straordinarie. Nel medio periodo dovremo impostare azioni di sostegno alle imprese e alle famiglie, con interventi, che tenendo conto del ruolo del Comune, vadano nel senso della diversificazione produttiva, che affrontino la crisi di sistema del nostro tessuto produttivo tradizionale.

Io non ho dubbi sul fatto che usciremo da questa crisi, il punto è capire, come, con quali cambiamenti. Saperli studiare e gestire vuol dire essere all’altezza delle sfide che la modernità, la globalità ci pone… già domenica nell’incontro al cinema teatro ho accennato diverse strade: la creazione di un Distretto Tecnologico Informatico sfruttando la sinergia tra le belle realtà aziendali già operanti e l’ottimo lavoro che l’Università di Camerino sta svolgendo nel settore. Poi un Piano Energetico Comunale che sappia predisporre e organizzare al meglio tutto il territorio per far partire le grandi possibilità legate alle energie rinnovabili senza compromettere minimamente le caratteristiche socio ambientali del nostro territorio.

Privilegiare la filiera corta e puntare sul turismo, azioni di sinergia tra i diversi settori produttivi, agricoltura, turismo, cultura, socialità.

Ma sul turismo non è già stato fatto molto? 10 anni fa a Matelica non c’erano strutture ricettive ed oggi i posti letto, tra B&B e agriturismi si contano a centinaia…

Vorrai dire che si è speso molto… quanto ai risultati qualche dubbio ce l’avrei. Lo sviluppo di certe strutture è legato ad un processo globale (B&B, country house, agriturismi, e via dicendo sono fioriti a centinaia in tutto il territorio nazionale) che ci sarebbe stato comunque. Il punto è invece fare sistema per valorizzare l’iniziativa del singolo che da solo incontra tante difficoltà, essere di aiuto facilitare le sinergie, la valorizzazione, la crescita della cultura dell’accoglienza.

Al Cinema Teatro è intervenuto anche Dante Reale del Tribunale del Malato con una domanda netta e precisa sul futuro dell’ospedale…

E io, mi pare, ho risposto altrettanto nettamente… il clima non è più quello di un decennio fa in cui si trattava di “salvare un ospedale”. Ricordo le “guerre” e la strumentalità di chi pur di strappare qualche voto, immaginò e fece credere a sorti magnifiche e illimitate.

L’ospedale di Matelica non può avere più l’eccellenza chirurgica, si devono evitare i doppioni, ma deve puntare, accanto a ciò che già c’è e ai servizi di base, su delle “punte di diamante” di specializzazioni che, essendo solo a Matelica, permettano delle garanzie di sviluppo e un futuro. A breve ci sarà l’inaugurazione della Riabilitazione post operatoria in collaborazione con il Santo Stefano… ecco allora che rinnovo l’invito al TDM a ragionare sull’istituzione di un’altra specializzazione, ad esempio la Geriatria, anch’essa una risposta ai bisogni effettivi ed unica nel nostro territorio.

E le Valche? Bloccherete tutto?

Per carità, non ci possiamo permettere affermazioni facili e prive di riscontro. Proprio il vostro settimanale la settimana scorsa ha raccontato e mostrato l’inizio dei lavori di questa opera che noi giudichiamo un dispendio inutile di energie. Sbagliata nella progettazione, nelle forme di finanziamento e che resterà “monca”, mancando una grande quota di risorse per terminarla.

Ma è stata finanziata ed iniziata, quindi la cosa più seria da fare, sarà vedere lo stato dell’arte all’indomani delle elezioni e verificare quale sarà la strada più conveniente per i cittadini, per la comunità. Bloccare tutto e destinare i fondi altrove, modificare la progettazione, o terminare limitando al massimo il dispendio di energie, studiando le ipotesi di raccordo con la viabilità esistente.

Quindi realismo “massimo” – perdona il gioco di parole – su tutto, anche sulla famosa Riserva del San Vicino su cui l’associazione “Spizzichino” e i Verdi hanno chiesto garanzie precise… a questo proposito, ricordiamo che a sostegno della tua candidatura ci sono anche Rifondazione Comunista, il Partito Socialista, i Comunisti Italiani e l’Italia dei Valori… non avete paura di un eccessivo sbilanciamento a sinistra della vostra lista?

Sulla Riserva abbiamo idee abbastanza chiare… è rivolta alla tutela e alla valorizzazione di beni ambientali, paesaggistici e storici, ma è anche una grande opportunità per lo sviluppo del territorio in chiave vocazionale e turistica. Quindi, preso atto della posizione degli enti interessati, siamo per farla partire, ed oggi può partire solo con il perimetro stabilito e concordato con i Comuni interessati, la Provincia e la Regione. Lavoreremo per farla funzionare, per garantire le risorse di derivazione regionale, e poi ragioneremo, con il consenso massimo di tutti gli interessati e le parti coinvolte sull’ampliamento.

Sulla tua “illazione” vorrei dire che, ne capisco poco le ragioni. La nostra è una lista civica, appoggiata come ricordi da tutti i partiti del centrosinistra di Matelica, e aperta alla città, alle associazioni, ai cittadini, questo significa sbilanciamento a sinistra? Se una critica in passato è stata fatta al centrosinistra e ciò che più deluderebbe l’elettore sarebbe semmai la frammentazione. In questo quadro non vedo che elementi positivi. Il centrosinistra non ha bisogno di dimostrare capacità di governo, lo fa in migliaia di amministrazioni locali e molto bene.

Inoltre, accanto ai partiti, ci sono i tanti cittadini, che lo hanno dimostrato domenica, ci sono vicini e condividono le nostre scelte.

Ma voglio rilevare anche che si tratta di elezioni amministrative. Concordiamo sulle cose concrete, quelle che interessano i cittadini: un’analisi negativa delle azioni amministrative fatte finora, una visione comune delle iniziative e delle direttrici fondamentali su cui muoversi, le linee di fondo e una visione di futuro. I cittadini sanno che potranno fidarsi e sceglieranno oltre che in base a chi appoggia la nostra lista anche per la validità delle nostre proposte, per la forza e la rappresentatività della lista dei candidati, che ovviamente non saranno solo espressione dei partiti ma della società matelicese più vasta, per il rinnovamento che vogliamo portare a Matelica.

Permetti anche a me una provocazione: farai la stessa domanda anche ai nostri antagonisti?

Per finire a te la parola… come in tv si lasciano due minuti per l’appello finale, ecco 10 righe tutte per te per convincere i matelicesi che vale la pena votarti

Per gli appelli finali avremo tempo. Vorrei solo ricordare alcune cose. Proponiamo e vogliamo il cambiamento necessario a Matelica, nei contenuti, la risposta concreta ai tanti problemi ancora aperti; nei metodi, non più in Comune “asserragliati”, con la gestione solitaria di alcuni personaggi che si sono creduti molto potenti, ma, aperti alla città, con gli strumenti della partecipazione e della condivisione.

Preso atto della fine di un ciclo e della fine di una classe dirigente vogliamo aprire una nuova fase e vogliamo contribuire alla formazione della nuova classe dirigente di Matelica, volti nuovi, capacità, voglia di mettersi in gioco, grande energia.

Recuperare il senso di “comunità”, con la valorizzazione della nostra identità, delle nostre eccellenze, della nostra storia e della cultura, perché insieme, consapevoli di far parte della stessa storia si affrontano meglio i problemi e le sfide che abbiamo davanti.

Vicini alle famiglie e alle nostre imprese, con interventi anche eccezionali e con lo sguardo rivolto al futuro.

Ciao e buon lavoro,

Luca Di Dio

 

Pubblicato il 5/4/2009 alle 22.48 nella rubrica Diario.

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